Direttiva UE 2023/1791: obblighi e indicazioni operative per le imprese 

Direttiva UE 2023/1791: obblighi e indicazioni operative per le imprese

Direttiva UE 2023/1791 – Efficienza energetica e obblighi per le imprese

Cos’è e a chi si rivolge

La nuova Direttiva europea sull’efficienza energetica (UE 2023/1791) cambia le regole del gioco: gli obblighi non dipendono più (solo) dalla dimensione dell’azienda, ma soprattutto dai consumi energetici.

Questo significa che anche imprese di dimensioni medio-piccole possono rientrare negli obblighi previsti dalla normativa. Comprendere per tempo il proprio profilo di consumo è quindi fondamentale per sapere cosa aspettarsi e come prepararsi.


Perché se ne parla adesso

La Direttiva (UE) 2023/1791 ha aggiornato il quadro europeo sull’efficienza energetica e impone agli Stati membri il recepimento nelle norme nazionali. La scadenza europea era l’11 ottobre 2025.

Il recepimento nazionale definirà i dettagli applicativi in Italia, ma le soglie e le scadenze sostanziali sono già chiare. Per questo le imprese farebbero bene a muoversi ora, evitando interventi urgenti e non pianificati.


La novità chiave: contano i consumi (non l’etichetta “PMI” o “grande impresa”)

La Direttiva introduce obblighi legati al consumo energetico annuo medio, calcolato sui tre anni precedenti e considerando tutti i vettori energetici (elettricità, gas, calore, combustibili, ecc.).

Per orientarsi:

  • 10 TJ/anno ≈ 2,78 GWh/anno

  • 85 TJ/anno ≈ 23,6 GWh/anno

Se la tua azienda è vicina a questi valori, è opportuno fare una valutazione accurata fin da subito: nel nuovo impianto normativo potresti rientrare negli obblighi anche se sei una PMI.


Cosa cambia concretamente: obblighi in arrivo (Art. 11)

In sintesi, la Direttiva prevede due principali percorsi.

1) Imprese con consumi medi > 85 TJ/anno

Le imprese che superano questa soglia dovranno implementare un Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla UNI EN ISO 50001.

👉 La scadenza indicata a livello europeo per l’entrata a regime è 11 ottobre 2027.

2) Imprese con consumi medi > 10 TJ/anno non dotate di Sistema di Gestione dell’Energia

Se l’azienda supera i 10 TJ/anno e non dispone di un Sistema di Gestione dell’Energia, la Direttiva prevede:

  • Diagnosi energetica entro l’11 ottobre 2026;

  • Aggiornamento della diagnosi ogni 4 anni;

  • Rendicontazione annuale dei risparmi energetici.


Cosa fare subito (senza aspettare il decreto italiano)

Per le imprese, la nuova Direttiva non è solo un adempimento normativo, ma un’occasione concreta per migliorare il controllo dei consumi e ridurre i costi energetici. Alcune attività possono — e conviene — essere avviate fin da subito.

1) Capire davvero quanto e come si consuma energia

Il punto di partenza è una fotografia chiara dei consumi energetici aziendali degli ultimi anni. Non si tratta solo di sommare le bollette, ma di comprendere quali processi, impianti o sedi incidono maggiormente.

Questo passaggio è essenziale per verificare se l’azienda rientra nelle nuove soglie previste dalla Direttiva e per individuare le aree di intervento prioritario.

2) Scegliere il percorso più adatto all’azienda

In base ai livelli di consumo e alla struttura organizzativa, è possibile valutare l’approccio più efficace:

  • la diagnosi energetica, come primo passo per individuare sprechi e opportunità di miglioramento;

  • un Sistema di Gestione dell’Energia (ISO 50001), per monitorare e gestire in modo strutturato e continuativo le prestazioni energetiche.

La scelta non è solo normativa, ma anche strategica, perché dipende da obiettivi, dimensioni e prospettive di crescita dell’impresa.

3) Usare la normativa per generare valore

La Direttiva spinge le imprese a passare dall’analisi all’azione. Gli interventi di efficienza, se correttamente valutati, possono tradursi in risparmi economici concreti, maggiore stabilità dei costi e un miglior posizionamento sul fronte della sostenibilità ed ESG.

In questo senso, la compliance diventa uno strumento di miglioramento reale e misurabile.


Come può supportarti IQS

IQS affianca le imprese nell’adeguamento alla Direttiva UE 2023/1791 e nel miglioramento delle proprie prestazioni energetiche. In particolare:

  • Diagnosi energetiche e supporto alla definizione di Piani d’Azione concreti, basati su valutazioni tecniche ed economiche;

  • Progettazione e implementazione di Sistemi di Gestione dell’Energia ISO 50001, integrati nei processi aziendali;

  • Percorsi di miglioramento continuo e integrazione con obiettivi di sostenibilità ed ESG, per trasformare la compliance in valore nel medio-lungo periodo.


Scheda tecnica di sintesi

Direttiva UE 2023/1791 – Indicazioni operative per le imprese

Aspetti normativi

La Direttiva introduce obblighi basati sul consumo energetico annuo medio (ultimi 3 anni, tutti i vettori):

  • > 10 TJ/anno → Diagnosi energetica e Piano d’Azione

  • > 85 TJ/anno → Sistema di Gestione dell’Energia (ISO 50001)

Le soglie sono già definite a livello UE: è utile verificare fin da subito il proprio profilo di consumo in vista del recepimento nazionale.

Benefici per il business

Un approccio strutturato alla gestione dell’energia consente di:

  • ridurre e controllare i costi energetici;

  • supportare decisioni di investimento più efficaci;

  • migliorare il posizionamento su sostenibilità ed ESG.

La compliance può diventare uno strumento di miglioramento reale e misurabile.

 

Verifica subito se la tua azienda rientra negli obblighi

IQS offre un check preliminare dei consumi per valutare l’impatto della Direttiva UE 2023/1791 e definire un percorso personalizzato.

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BANDO ISI INAIL 2024

Consulenza per la partecipazione al Bando ISI INAIL 2024

CCIAA DI TORINO – BANDO TRANSIZIONE ECOLOGICA ANNO 2024

Soggetti Ammessi

Possono partecipare le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) con sede legale o unità operativa nella circoscrizione della Camera di Commercio di Torino, attive e in regola con i contributi e le norme sulla sicurezza sul lavoro.

Dettaglio agevolazione

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di €5.000,00 per impresa.

È previsto un investimento minimo di € 3.000,00.

Le imprese con rating di legalità possono ottenere un bonus aggiuntivo di € 250,00.

Spese Ammissibili

Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

TRANSIZIONE ENERGETICA

  1. Spese per servizi di CONSULENZA, finalizzati a favorire la razionalizzazione dell’uso di energia da parte delle imprese, mediante interventi di efficienza energetica e/o di sistemi di autoproduzione FER, anche attraverso la partecipazione delle imprese alle CER, in particolare:
    a) audit energetici, finalizzati a valutare la situazione iniziale “as is” dell’impresa, per individuare e quantificare gli interventi di efficienza e le opportunità di risparmio e definire un piano di miglioramento energetico;
    b) analisi delle forniture di energia, attraverso l’analisi dei documenti contrattuali e contabili delle utenze, finalizzata alla definizione di un programma di ottimizzazione dei parametri contrattuali alla luce delle caratteristiche produttive dell’impresa;
    c) progettazione di sistemi di raccolta e di monitoraggio dei dati energetici di base (bollette, contatori, ecc.) e della produzione (consumi, rendimenti, ecc.), anche attraverso l’utilizzo di automazioni con tecnologie 4.0;
    d) piano di miglioramento energetico con individuazione e quantificazione degli interventi di efficienza e le opportunità di risparmio dell’impresa;
    e) implementazione di Sistemi di gestione dell’energia in conformità alle norme ISO 50001, ISO 50005, ISO 50009;
    f) studi di fattibilità per progetti di riqualificazione energetica;
    g) studio di fattibilità tecnico-economica finalizzata alla realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER);
    h) realizzazione della documentazione tecnica (progetto, configurazione, ecc.) e giuridica (statuto, contratti, ecc.) necessaria alla costituzione/adesione di/ad una CER;
    i) implementazione di tecnologie digitali e 4.0 (cloud, IoT, Intelligenza artificiale, ecc.) per favorire la transizione energetica (“doppia transizione”);
    j) acquisizione temporanea del servizio esterno di Energy Manager a beneficio dell’impresa.
  2. Spese per i seguenti servizi di FORMAZIONE:
    k) attività di formazione finalizzata al conseguimento della qualifica di Energy Manager per risorse interne, impiegate stabilmente all’interno dell’impresa

ESG E CERTIFICAZIONE SISTEMI GESTIONE AMBIENTALE

  • Spese di consulenza e formazione finalizzate a favorire la transizione ecologica attraverso l’adozione dei criteri ESG, nell’ambito di:
  • sistemi di riuso degli scarti di produzione e dei fattori di produzione (a titolo di esempio non esaustivo: spese di consulenza relative all’introduzione nel processo produttivo di tecniche per la produzione, consumo, riparazione e rigenerazione, riuso delle materie prime e seconde, con l’obiettivo di trarre il massimo valore e il massimo uso da materie prime, prodotti e rifiuti, promuovendo il risparmio energetico e riducendo le emissioni inquinanti);
  • innovazione di prodotto e/o processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti in cicli produttivi, riduzione di rifiuti e riutilizzo;
  • utilizzo di beni e materiali (a titolo di esempio non esaustivo: spese di consulenza relative all’implementazione di soluzioni di “refurbishment”, di soluzioni di sharing e approcci “pay-per-use”, attivazione programmi di take-back, …);
  • sistemi aziendali di riduzione dei consumi idrici e riciclo dell’acqua secondo le tecnologie applicabili ai diversi processi produttivi (a titolo di esempio non esaustivo: spese di consulenza relative a sistemi di raccolta e recupero acque piovane, adozione di sistemi efficienti di irrigazione, contabilizzazione dei consumi idrici e umidità del suolo; spese di consulenza per utilizzo di macchinari per riciclo dell’acqua, filtraggio e depurazione e riuso, riciclo e riuso acque grigie, utilizzo di macchinari che riducano il prelievo dell’acqua nei processi industriali);
  • definizione di un piano di gestione per progetti di mobilità e logistica sostenibile;
  • azioni finalizzate all’allungamento della durata di vita utile dei prodotti e il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (eco-design);
  • introduzione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging);
  • valutazioni/certificazioni ecologiche di prodotto/servizio, ulteriori rispetto a quelle previste alla lettera n) del presente articolo, ivi inclusi i marchi di settore a valenza ambientale (a titolo di esempio: Lifegate, FSC, PEFC, Fairtrade) e le eventuali spese per le verifiche di conformità agli Orientamenti tecnici della Commissione Europea (2021/C 58/01) sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo” (DNSH) ai sensi dell’art. 17 del Regolamento (UE) 2020/852;
  • governance dell’azienda in ottica di aderenza ai criteri ESG (a titolo di esempio non esaustivo: certificazione ESG, bilancio di sostenibilità realizzato secondo standard internazionali (GRI, SASB, ecc.);

2.   Spese per l’acquisto di Sistemi gestionali:

  • Spese per l’acquisto di Sistemi gestionali che dispongano di funzionalità specificamente finalizzate all’operatività aziendale dei Piani di Governance ed in particolare alla rendicontazione di sostenibilità, secondo gli standard europei di riferimento;

3.    Certificazione ISO 14001 o EMAS:

  • Spese di consulenza e spese relative all’ente certificatore accreditato, per l’ottenimento della certificazione “UNI EN ISO 14001:2015 – Sistemi di gestione ambientale”; spese di consulenza e spese relative alla verifica e convalida della dichiarazione ambientale, da parte di un verificatore ambientale accreditato, per l’ottenimento della registrazione EMAS 1221/2009.

Tutte le spese dovranno essere sostenute a partire dalla data di presentazione della domanda, fino al 180° giorno successivo alla data della determina dirigenziale di concessione del contributo.

Per richiedere informazioni  potete chiamarci al numero 02.95334022 o compilare il form.

La sfida della Sostenibilità (ESG)

La Normativa

Il panorama normativo si muove rapidamente e in maniera stringente verso un sistema aziendale sempre più trasparente sulle tematiche di sostenibilità.
La Direttiva 2022/2464 conosciuta come CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) ha infatti ampliato la Direttiva 95/2014 – NFRD (Non-Financial Reporting Directive), estendendo la tipologia di aziende da sottoporre all’obbligo di comunicazione NF e definendo una timeline per l’entrata in vigore dell’obbligo di rendicontazione, per la precisione: dal 2026 sull’esercizio 2025 per le grandi aziende e nel 2027 sull’esercizio 2026 per le PMI quotate.
L’EFRAG, l’Organismo europeo per il Reporting di Sostenibilità, ha definito appositi standard (ESRS) cui tutti i soggetti obbligati dovranno riferirsi per la rendicontazione. Inoltre ha sviluppato standard di riferimento anche per le PMI non obbligate.

I benefici

È evidente che scegliere volontariamente di adeguarsi ai principi di reporting ESG anche se non si rientra tra i soggetti obbligati porti con sé vantaggi numerosi e diversificati, quali:

  • un aumento di competitività sul mercato attuale grazie a un’impronta sostenibile che orienti il consumatore nella scelta di prodotti e servizi, e l’accesso a nuovi mercati settoriali che richiedono standard di sostenibilità sempre più elevati per potervi operare;
  • il miglioramento della reputazione aziendale, in termini sia di fiducia della clientela, sia di rapporti con gli stakeholder;
  • una riduzione dei costi operativi, grazie al perseguimento di obiettivi di efficienza e innovazione;
  • una adeguata gestione del rischio nel complesso panorama ESG;
  • un aumento di attrattività dell’organizzazione, sia internamente grazie al maggior coinvolgimento dei dipendenti, sia esternamente nell’acquisizione di nuovi talenti ispirati da valori etici e sostenibili;
  • maggiori opportunità di finanziamento grazie a investimenti sostenibili;
  • resilienza: una organizzazione sostenibile è in grado di rispondere meglio al cambiamento (normativo, di mercato, ambientale, energetico, ecc).

I Servizi di IQS

IQS è in prima linea per supportare i propri clienti in questo delicato processo di transizione verso il mondo ESG.

Il nostro servizio ESG:

  1. Rating e GAP Analysis personalizzati: valutiamo assieme a voi lo stato di partenza della Vs azienda sotto i diversi profili ESG, identificando i punti di forza e quelli invece critici da approfondire e migliorare, ottenendo un punteggio ESG da comparare con le best in class;
  2. Strategia e Piano di sostenibilità su misura: sviluppiamo assieme a voi piani d’azione, KPI e piani di monitoraggio concreti e personalizzati per integrare principi ESG nelle operazioni quotidiane con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, la sostenibilità e la visibilità della Vs azienda;
  3. Report di sostenibilità: elaborazione e analisi di coerenza dei dati, finalizzazione dell’indice del report di sostenibilità in allineamento con le diverse figure aziendali, elaborazione, stesura e revisione testi in accordo con la Direzione aziendale e i referenti di area, supporto nell’individuazione dei migliori canali e delle adeguate modalità di condivisione dei contenuti con gli stakeholder.

Il percorso verso la sostenibilità è ampio e interdisciplinare, per questo IQS accompagna i propri clienti guidandoli verso i più adeguati schemi di certificazione, al fine di creare un sistema esaustivo che possa dialogare con tutti gli obiettivi ESG aziendali: ISO 14001, ISO 45001, ISO 50001, PdR 125 sono solo alcuni esempi delle certificazioni che possiamo aiutarVi ad ottenere.
Grazie alla vasta esperienza e competenza nel settore, IQS garantisce un approccio strutturato e sistematico, assicurando che la Vs organizzazione soddisfi pienamente i requisiti normativi.
IQS è in grado di assisterVi a partire dalla Gap Analysis iniziale, per proseguire con la pianificazione strategica degli obiettivi, delle risorse e delle tempistiche del percorso di certificazione, lo sviluppo e l’implementazione del Sistema di Gestione, l’esecuzione degli Audit interni e il supporto durante l’Audit con l’ente di certificazione.
IQS può offrire inoltre programmi di formazione specifica per il personale, mirati a garantire una comprensione approfondita dei requisiti ISO e delle nuove procedure implementate.

Obiettivi di Sostenibilità

I nostri servizi si concentrano su obiettivi di sostenibilità concreti e misurabili, tra cui:

  • Riduzione delle emissioni di CO2: implementiamo strategie per diminuire l’impronta di carbonio della Sua azienda, attraverso l’adozione di tecnologie verdi e l’ottimizzazione dei processi produttivi;
  • Efficienza energetica: identifichiamo soluzioni per migliorare l’efficienza energetica, riducendo i consumi e i costi operativi;
  • Responsabilità sociale: aiutiamo a sviluppare programmi di responsabilità sociale che coinvolgano la comunità locale, migliorando le condizioni di lavoro e sostenendo iniziative sociali;
  • Governance trasparente: vi aiutiamo a migliorare le pratiche di governance aziendale, promuovendo trasparenza e integrità nei processi decisionali.

Per Approfondimento

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La nuova Direttiva EPBD IV (case green)

EPDB: cos’è?

La Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) è il regolamento che disciplina, a livello europeo, le prescrizioni e gli obiettivi in termini di prestazione energetica nell’edilizia.
Fino ad oggi si sono succedute, nell’ambito della strategia europea, tre differenti direttive: la 2002/91/CE (EPBD), la 2010/31/UE (EPBD II) e la 2018/844/UE (EPBD III). Le predette direttive sono state recepite, in Italia, attraverso altrettanti provvedimenti (D.Lgs. 192/05, L. 90/13, D.Lgs. 48/20) e i relativi decreti attuativi (D.M. 26.06.15), che definiscono tutti gli aspetti fondamentali in tema di efficientamento energetico degli edifici (requisiti minimi di progetto, relazioni tecniche, certificazione energetica).

Obiettivi e orizzonte temporale della nuova EPDB IV

La nuova Direttiva EPDB IV (direttiva UE 2024/1275) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea l’8 maggio 2024, e conosciuta come Direttiva case green, mira alla completa decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo entro l’anno 2050.

L’obiettivo primario è l’ottenimento di un parco edilizio a emissioni zero (ZEmB).

Tale obiettivo si inserisce nel più ampio impegno assunto di una riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra dell’intera economia dell’Unione Europea di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Ciascuno stato membro dovrà recepire la Direttiva entro il 29 maggio 2026, predisponendo un Piano Nazionale di riqualificazione e ristrutturazione degli edifici. Il provvedimento è rivolto agli edifici pubblici e privati, sia residenziali sia non residenziali.

EPDB: quali le ragioni e i principi ispiratori?

Nonostante l’attenzione normativa al risparmio energetico nel settore dell’edilizia sia presente già da molti anni, i dati sui consumi degli edifici in Unione Europea hanno reso necessario accelerare i tempi e definire specifici obiettivi sfidanti per un netto cambio di rotta. Nella sezione introduttiva della Direttiva stessa vengono infatti riportate le seguenti allarmanti statistiche:

  • il settore dell’edilizia è responsabile del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra;
  • il 75% del parco edilizio risulta, ad oggi, energicamente inefficiente;
  • il riscaldamento degli edifici nel settore residenziale comporta ancora oggi un consumo energetico legato fortemente ai combustibili fossili, più nel dettaglio al gas metano (39%), al gasolio (11%) e al carbone (3%).

Soglie di riduzione

L’obiettivo di zero emission nel settore dell’edilizia sarà da perseguire per gradi, garantendo specifiche percentuali crescenti di riduzione dell’energia primaria.

Tipologia edificio Percentuale di riduzione energia primaria rispetto al 2020
Residenziale esistente 16% entro il 203020-22% entro il 2035
Non residenziale esistente Definizione di requisiti minimi rispettati da:-       almeno il 16% degli edifici entro il 2030-       almeno il 26% degli edifici entro il 2033
Nuova costruzione privato Emissioni zero dal 2030
Nuova costruzione pubblico Emissioni zero dal 2028

Perché la riduzione è calcolata sull’energia primaria?

Con energia primaria si intende una fonte energetica, esauribile o rinnovabile, presente in natura che non ha subito nessuna trasformazione.
In particolare, le energie primarie sono tutte quelle fonti di energia che sono disponibili e possono essere utilizzate dall’uomo direttamente, senza che sia necessario realizzare dei processi aggiuntivi. Si tratta in genere di energie naturali, vale a dire prodotte dalla Terra o da elementi esterni come il Sole, che possono essere sfruttare subito per alcuni processi specifici.
L’energia primaria rappresenta anche il potenziale energetico di fonti e vettori di energia, rinnovabili e non rinnovabili, nella loro forma naturale, ossia quando ancora non hanno subito alcun tipo di trasformazione.

Calcolare l’energia primaria significa “aggiungere” all’energia acquistata i processi di trasformazione per esprimere il quantitativo corrispondente a quanto disponibile in natura.

Il calcolo della riduzione si esegue quindi in termini di energia primaria così da poter confrontare energie diverse e comparare tra loro impianti che utilizzano fonti differenti (ad esempio una caldaia a biomasse e una caldaia a gas) individuando le tecnologie migliori per gli interventi di riqualificazione energetica.

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